Una selezione di poesie tratte dalle pubblicazioni di Paola Mara De Maestri
In questa pagina troverai una selezione di poesie tratte dai sei libri pubblicati da Paola Mara De Maestri. Ogni poesia è un frammento di anima, un viaggio attraverso emozioni, ricordi e riflessioni sulla vita, l'amore e il legame con la terra valtellinese.
Il tuo azzurro
riempie d'infinito
questo cielo
e tinge il mio mare
di sconosciuti arcobaleni.
Sensibile al tuo dolce richiamo
non riesco più a tacere l'immenso.
L'amore parla piano.
Si mescola ai colori della vita,
danza tra i falò del cuore.
Segna sempre l'orizzonte,
filtra la prima neve.
Non arriva a luci fioche
mostrando l'abito migliore:
si presenta nel suo immenso
e parla piano.
Donne riflessi di luna
negli occhi una stella
sulla scia di un principe
e della sua favola bella.
Con gli occhi delle donne
è lastricato il fondo delle strade.
Donne mani di pesco
sguardo di neve
petali sparuti dal vento.
Con gli occhi delle donne
è lastricato il fondo delle strade.
Donne voci bianche
fuori dal mondo
con lo Spirito ancora puro,
poche al di là del muro.
Con gli occhi delle donne
è lastricato il firmamento.
Lo vedo da lontano quell'uomo
dalle mani di pane
e dallo sguardo innamorato
tra la terra e i filari,
accarezzare la sua vite,
la fronte baciata dal sole e dal sudore
che gli bruciano gli occhi e il cuore.
Quei grappoli di miele e di vento
sanno di passione e di tormento,
di anni verdi e di silenzi mai appagati,
di nuove lune e di famiglia.
Lo vedo da lontano venirmi incontro
e ricordo una mano
e ricordo una bambina
alla vendemmia della domenica mattina.
S'accende la sera sul viale dell'orto
e scocca un sorriso:
arriva mio padre
e arrivo al mio porto
carico di stelle.
A te novello germoglio,
fiore novembrino
sbocciato allo sfuocare del giorno:
pensiero, poesia, cuore.
L'attesa — falò di emozioni
intagliate nel ceppo dei ricordi —
sopravvive allo scivoloso ribollire del tempo,
al tiepido sbadiglio quotidiano,
al fragoroso tuonare dell'ignoto.
Per te che t'illumini, m'illumini
il primo e ultimo respiro
trovano specchio nel sorriso
che apre al cielo.
All'ombra del ricordo
riaffiorano intatte le istantanee
di quel 18 luglio 1987,
memoria di un paese dal volto sfigurato;
lacrime accese
in un pomeriggio di mezza estate.
Negli occhi ammassi del quotidiano
in frantumi nel fango.
Invano ho cercato i tasselli del mio mosaico:
il fiume aveva cancellato
le orme di ogni mia vita passata.
Sulle ceneri della mia casa
abito ancora silenzi,
sull'onda libero pensieri.
Nel grande cerchio che tutto abbraccia
intrecci di mani annidano speranze
di un domani senza paura.
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